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IL PAESE SENZA NOME. Mostra fotografica di Bernardino Sperandio

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IL PAESE SENZA NOME è la mostra fotografica di Bernardino Sperandio. Nata dalla collaborazione tra il Comune di Trevi e Palazzo Lucarini Contemporary, il progetto si inserisce nell’ambito di Festivol per sintetizzare, con immagini dirette ed eleganti, il rapporto profondo che lega l’uomo al proprio ambiente. Un viaggio nella contemporaneità attraverso una riflessione sulle proprie radici culturali, economiche, sociali.

Oggetto: mostra personale di fotografia

Autore: Bernardino Sperandio

A cura di: Maurizio Coccia

Ente attuatore: Comune di Trevi

Organizzazione e logistica: Associazione Culturale Palazzo Lucarini Contemporary

Nell’ambito di: Festivol

Segreteria e coordinamento: Matilde Martinetti, Mara Predicatori

Inaugurazione: sabato 30 ottobre, ore 12.00

Date: 31 ottobre 2010 – 9 gennaio 2011

Sede: Centro d’arte contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary, Via B. P. Riccardi 11, 06039 Trevi (Perugia)

Orari di visita: dal giovedì alla domenica, dalle 15:00 alle 18:00. Ingresso libero

Sponsor Tecnico: Totem (Perugia)

Catalogo: Fabrizio Fabbri Editore (testo critico: Maurizio Coccia)

Informazioni: Centro d’arte contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary, T/F +39 0742/381021, info@officinedellumbria.it, info@palazzolucarini.it, www.palazzolucarini.it

IL PAESE SENZA NOME è un progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Trevi e Palazzo Lucarini Contemporary, e si inserisce nell’ambito di Festivol, il festival annuale che Trevi dedica al rapporto privilegiato con un territorio ricco di storia, di cultura e di eccellenze agro-alimentari. Proprio in questa cornice le immagini di Sperandio assumono un’importanza particolare. Esse, infatti, non solo sintetizzano il legame profondo tra l’uomo e il contesto che lo circonda, ma sono soprattutto un viaggio nella contemporaneità attraverso una riflessione sulle radici culturali, economiche, sociali dell’Umbria attuale. Bernardino Sperandino coglie le trasformazioni in atto della sua terra e ne fa un modello universale. Testimonia, senza retorica, la civiltà contadina che lascia il posto all’urbanizzazione industriale. Oppure mette in risalto con precisione chirurgica le nuove meccaniche sociali che prendono vita all’interno dei centri commerciali. Tutto questo con estrema lucidità, senza cedere alle tentazioni del naturalismo da una parte, e del folclore dall’altra. Anzi. Per restituire questo percorso, la mostra si articola in tre sezioni, ognuna delle quali presenta un nucleo tematico caratterizzato da formati e caratteristiche tecniche diverse. Così la sezione in bianco e nero, Ammeén, presenta, nell’evocazione che il termine sollecita, quello che resta delle case rurali. Lo stato di abbandono rivela un cambiamento d’uso, l’incuria lasciata ai rifiuti, e tuttavia la suggestione delle tracce di una precedente quotidianità mantiene forte il richiamo a quella civiltà contadina che è stata motore della società umbra. Da qui si passa alla seconda sezione, dal titolo Intervallo, con immagini in falso colore. Un riferimento ironico agli intervalli televisivi degli anni Sessanta. Una teoria di capannoni e “cattedrali” della modernità, colti nei giorni di riposo lavorativo, e dunque restituiti nel pieno della loro epica essenza, modulare e riproducibile. E quando queste rimangono chiuse, colte nella loro solitaria grandezza, sono i centri commerciali a catalizzare il flusso sociale. In Domenica aperto – terza sezione – foto a colori li colgono nei momenti di chiusura per restituire, attraverso il silenzio assordante delle scritte pubblicitarie, il paradosso di una socialità marcata dalla parola “consumo”. Tre diversi momenti, in sostanza, colti nella loro piena inattività. L’assenza dell’uomo, il silenzio, ne dominano le atmosfere, per invitarci ad una pausa di riflessione sospesa tra ciò che non è ancora passato e ciò che non è già più presente: il confine sottile su cui cammina la falsa contemporaneità della fotografia.

Per tutta la durata della mostra saranno attivi, su richiesta, laboratori didattici per adulti, bambini, e famiglie. Le attività fanno parte della sezione didattica permanente di Palazzo Lucarini Contemporary, Officina Pallucco, inaugurata lo scorso 9 ottobre in occasione della 6^ edizione della Giornata del Contemporaneo.

The Town with No Name
Photo Exhibition by Bernardino Sperandio

Subject: solo photo exhibition
Author: Bernardino Sperandio
Curator: Maurizio Coccia
Implementing public authority: Commune of Trevi
Organizing and logistics: Cultural Association Palazzo Lucarini Contemporary
On the occasion of: Festivol
Organization office and coordination: Matilde Martinetti, Mara Predicatori
Opening: Saturday October 30th, 12.00
Dates: October 31st  2010 – January 9th 2011
Location: Centre for Contemporary Art Palazzo Lucarini Contemporary, Via B. P. Riccardi 11, 06039 Trevi (Perugia)
Visiting hours: from Thursday to Sunday 3.00p.m.-6.00p.m. – free entrance
Technical sponsor: Totem (Perugia)
Catalogue: Fabrizio Fabbri (critical text: Maurizio Coccia)
Information: Centre for Contemporary Art Palazzo Lucarini Contemporary, T/F +39 0742/381021, info@officinedellumbria.it, info@palazzolucarini.it, http://www.palazzolucarini.it/

IL PAESE SENZA NOME is a project resulting from the collaboration between the Commune of Trevi and Palazzo Lucarini Contemporary on the occasion of Festivol, the annual festival which Trevi dedicates to the privileged relation with a territory rich in history, culture and top-of-the-range food products. It is just in this frame that Sperandio’s photos acquire a special importance. In fact they not only summarize the deep bound between man and the context around him, but above all they are a journey into the current reality by means of a meditation on cultural, economical and social roots of present Umbria.

Bernardino Sperandino catches the transformations in action in his land and makes them an universal pattern. Without any rhetoric he testifies the country civilization giving space to industrial urbanization. He also plays new social mechanism up with surgical precision as they come to life in the shopping centre. All this is carried out with an extreme lucidity without giving in to temptations offered by naturalism and folklore. On the contrary, in order to convey the right perspective to this path, there are three parts to the exhibition. Each one is characterized by a thematic nucleus with different sizes and technical characteristics. So the black-and-white section Ammeén shows the remains of the rural houses in the evocation raised by the name. The state of abandonment reveals a change in use, the negligence left to waste and however the suggestion of the evidences left by a previous daily routine is a strong recall to that rural civilization which was the engine of Umbria society. From here we pass to the second section called Intervallo, images with a fake colour. An ironic reference to the TV ads of the Sixties. A theory of sheds and modernity cathedrals in their day off and then rendered in the fullness of their epic essence, both modular and reproducible. When they are closed, seen in their solitary greatness, the social stream is catalysed by the shopping centre. In Domenica aperto, the third section, there are colour photos taken during closing time in order to convey the paradox of a society marked by the word “consumer goods” through the deafening silence of advertising writing. Three different moments seen in their full inactivity. The absence of man and silence dominate their atmosphere so to invite us to pause for reflection hovering between what is not yet past and what is no more present: the thin boundary-line where the false modernity of photos is treading. 

During the whole length of the exhibition the didactic workshops for adults, children and families will be active after request. The activities are part of the permanent didactic section of Palazzo Lucarini Contemporary, Officina Pallucco, opened on October 9th on occasion of the 6th Day dedicated to contemporary art.

 

Alcune delle immagini in mostra: 

Dalla serie Domenica Aperto

Dalla serie Aameén 

L’allestimento della mostra
Scorci della mostra

     

Discussion

One comment for “IL PAESE SENZA NOME. Mostra fotografica di Bernardino Sperandio”

  1. mettetelo su facebook che lo facciamo girare.grazie
    laura lionetti

    Posted by laura lionetti | January 12, 2011, 10:55 pm

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