Categorie
Mostre Notizie

Palazzo Lucarini | Programma 2015 di Galleria Cinica

GALLERIA CINICA_ PROGRAMMAZIONE 2015 (di Carla Capodimonti, Michele Gentili, Celeste Ricci)

Galleria Cinica apre l’anno in una veste nuova, grazie alla collaborazione tra i curatori Carla Capodimonti, Michele Gentili, Celeste Ricci, ideatori dell’inedita stagione 2015.
Il programma in avvenire presenterà le ricerche di giovani artisti sul tema del site-specific, concepito in questo caso non solo come approccio specifico allo spazio di Galleria Cinica, ma piuttosto come risultato di un “incontro”, di una relazione di scambio e confronto tra l’artista – impegnato a investigarne le dinamiche come parte del processo stesso di realizzazione del proprio lavoro – e il pubblico. Il museo, in particolare, è di per sé contenitore di vari aspetti legati alla comunità, ed è qui inteso sia come site, spazio fisico e territoriale, sia nella sua accezione storica, sociale e culturale, vale a dire context.
La pratica del site-specific mira a creare un rapporto di partecipazione tra l’artista, colui che ne concepisce il meccanismo, e l’audience, protagonista dell’opera d’arte che rende quest’ultima il prodotto tangibile di esigenze umane, collettive, molto spesso dimenticate. In una società globalizzata, che basa considerevolmente le proprie relazioni sociali su scambi virtuali in rete, questo tipo di arte assume diverse forme e tende a coinvolgere una realtà più astratta, instabile e mutevole, come quella di internet, riportando l’attenzione su dinamiche concrete, sensibili.

_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _  _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

I mostra 2015:

How To Cure Our Soul  – Văcŭus

How To Cure Our Soul, Conversation, inkjet photo on paper, 26 x 19 cm, 2014

Il primo appuntamento della stagione 2015 della programmazione di Galleria Cinica, sezione riservata ai giovani artisti di Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi, apre le porte al duo audio-visivo How To Cure Our Soul con la mostra dal titolo Văcŭus, a cura di Carla Capodimonti.
Il lavoro di Marco Marzuoli e Alessandro Sergente, in arte How To Cure Our Soul, consiste in un’installazione che invade completamente lo spazio espositivo con una serie di proiezioni alternate e accompagnate da un sound ricco di ripetizioni campionate, composto da alcune registrazioni lo-fi di manipolazioni di vecchi vinili, basse frequenze e suoni ambientali. Un’opera, la loro, che si sviluppa appositamente nello spazio specifico della galleria, adattandosi ai suoi volumi. Le immagini che vengono proposte dagli autori – offuscate, quasi irriconoscibili – giocano con la percezione del pubblico, evitando di procurare punti di riferimento; esse forniscono un approccio intuitivo “altro”, purificato dai condizionamenti tramite la creazione di fascinazioni che rimandano ad un’identità arcaica e ci rendono capaci di cogliere le variazioni più minime. Anche il sound – prodotto da reiterazioni e in differita – fa la sua parte, inspirandosi concettualmente a quel filone della musica aleatoria che ebbe in John Cage il massimo esponente, e alle strutture compositive precorritrici del minimalismo di Morton Feldman: suoni che provengono da oggetti, che nascono casualmente nei luoghi, dalla vita di tutti i giorni, dalle persone con le quali interagiscono.

Profilo del gruppo

How To Cure Our Soul è un duo audio-visivo di base in Abruzzo (Italia), fondato nel 2010 da Marco Marzuoli (1982, Atri, Italia), affiancato successivamente da Alessandro Sergente (1983, Pescara, Italia), entrambi laureati presso l’Accademia di Belle Arti.
Tra le principali partecipazioni: INCODEC (2014), a cura di Ivan D’Alberto – Inangolo, Penne, Pescara (IT); OLE.01 (2014) a cura di Lello Masucci – PAN, Napoli (IT); Dancity 2014, a cura di Carla Capodimonti – Palazzo Candiotti, Foligno (IT); Supermarket Art Fair 2014, a cura di Enzo De Leonibus – Kulturhuset, Stockholm (SW); About a Wall (2014), a cura di Enzo De Leonibus – Museolaboratorio, Città Sant’Angelo, Pescara (IT); Tempo Riflesso, a cura di Carlo Nannicola – Comune di Castelvecchio Subequo e Comune di Corfinio, L’Aquila (IT); Tabula Rasa (2012), a cura di Pepi Birliraki – House of Culture, Rethymno, Creta (GR); Tabula Rasa (2012), a cura di Luca Mazzoleni – Rifugio Franchetti 2433m d’altitudine, Gran Sasso D’Italia (IT).