SALTO (P. Calignano, G.M. Marcaccini, F. Giorgi Alberti e G. Pontrelli) + TRANSLATE (A. Panayiotis) dal 20/03/2022 al 12/06/2022 – Palazzo Lucarini

Palazzo Lucarini

SALTO (P. Calignano, G.M. Marcaccini, F. Giorgi Alberti e G. Pontrelli) + TRANSLATE (A. Panayiotis) dal 20/03/2022 al 12/06/2022

SALTO

PIERLUIGI CALIGNANO, FABIO GIORGI ALBERTI
GIAN MARIA MARCACCINI, GIOACCHINO PONTRELLI
a cura di Maurizio Coccia e Mara Predicatori
Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary” Trevi
Inaugurazione 20 marzo 2022 ore 11.00

nello stesso giorno 

TRANSLATE LIKE A KNIFE di PANAYIOTIS ANDREOU
prima mostra della serie  “Boys don’t cry”
in collaborazione con Accademia di Belle Arti P. Vannucci di Perugia
a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio
Cappella di Palazzo Lucarini

Domenica 20 marzo 2022 alle ore 11.00 il Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary” di Trevi presenta e inaugura la mostra SALTO, con opere degli artisti Pierluigi Calignano, Fabio Giorgi Alberti, Gian Maria Marcaccini e Gioacchino Pontrelli, a cura di Maurizio Coccia e Mara Predicatori.

Cuore del progetto SALTO è la condivisa esigenza degli artisti in mostra, non di riunirsi intorno ad uno specifico tema ma di dialogare e far dialogare le rispettive espressioni artistiche, progettando e ricavando, fra gli spazi di Palazzo Lucarini a Trevi, un momento di sospensione come risposta alla comune e diffusa sensazione di precarietà. 

Con Pierluigi Calignano, Fabio Giorgi Alberti, Gian Maria Marcaccini e Gioacchino Pontrelli parlano innanzi tutto generazioni diverse, dunque le rispettive ed eterogenee formazioni, infine le personali interpretazioni dell’arte che, tuttavia, osservate qui, vicine e in conversazione fra loro, mostrano affinità, soprattutto, nel passaggio dall’ideazione alla realizzazione dell’opera. È pertanto nel processo, nell’attitudine del “fare” che ognuno degli artisti e in maniera originale, rivendica quella concretezza della pratica, dell’elaborazione materiale, fisica e tangibile, insita nell’atto artistico. In mostra osserviamo, infatti, come tutti i lavori degli artisti, sebbene saldamente ancorati ciascuno alla propria ricerca e poetica, siano capaci di far emergere il valore del linguaggio o mezzo espressivo utilizzato, sia esso pittura, scultura o installazione ambientale. Tale valore, oggi in particolare, è tutt’altro che marginale e trascurabile. Esso è espressione del tempo del presente, laddove proprio l’eventuale dato anacronistico si mostra perfettamente integrato e connesso all’opera, sicché ciascuno dei lavori qui presentati, nel confrontarsi, fronteggiarsi, forse a volte anche nel contrastarsi, finisce con l’unirsi. 

Le sale di Palazzo Lucarini diventano così un arcipelago variegato e mutevole. Stanze più raccolte, dedicate a un solo artista, si susseguono ad altre, dove le poetiche s’integrano e le tecniche s’ibridano, generando una coralità fluida ed empatica. SALTO è un’azione polifonica, un progetto multifocale, concreto e mentale, dove la solida leggerezza dell’arte si rinnova solo interrogando se stessa. 

SALTO, infine, anche nel titolo scelto porta con sé numerosi echi. Allude all’attesa che, nel momento di massima crisi, si compia un cambiamento. Allude al passaggio dalla frenesia mediatica e urbana delle città a un luogo evocativo e d’incontro come Trevi, dove una riflessione pausata e cadenzata su ritmi rallentati e lontani, si offre allo spettatore come motivo per riallacciare, attraverso l’arte, la giusta connessione con il mondo.

Parallelamente alla mostra SALTO inaugura, presso la Cappella di Palazzo Lucarini, Translate Like A Knife di Panayiotis Andreou, prima mostra della serie “Boys don’t cry”, parte di un progetto collaterale che accompagnerà ogni nuova inaugurazione di Palazzo Lucarini, in collaborazione con Accademia di Belle Arti P. Vannucci di Perugia, a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio.

SALTO è realizzata con il patrocinio del Comune di Trevi, rappresentato dal Sindaco Bernardino Sperandio e con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno.

SALTO è visitabile fino al 12 giugno 2022.

> In ottemperanza alle norme Covid19 per poter presenziare all’inaugurazione, successive visite della mostra e per poter accedere al Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”, è necessario essere in possesso di Green Pass rafforzato. Prima di entrare verrà richiesto ai visitatori di esibire la certificazione, in formato cartaceo o digitale. E’ inoltre obbligatorio indossare una mascherina di tipo FFP2.

SCHEDA TECNICA

Titolo: SALTO
Artisti: Pierluigi Calignano, Fabio Giorgi Alberti, Gian Maria Marcaccini, Gioacchino Pontrelli
A cura di: Maurizio Coccia e Mara Predicatori
Inaugurazione: domenica 20 marzo 2022 ore 11.00
Durata: dal 20 marzo al 12 giugno 2022
Orari: da venerdì a domenica 15.30 -18.30 (per aperture fuori orario scrivere al numero WhatsApp: 3386772711)
Ingresso: gratuito
Luogo: Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”, Via Beato Placido Riccardi 11, Trevi (PG)
> Per INFO su Translate Like a Knife di Panayiotis Andreou fare riferimento ai contatti di Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”

INFO
Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”
Segreteria e logistica: Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” (Presidente Giovanni Curti)
Via Beato Placido Riccardi 11, Trevi (PG)
Sito: www.palazzolucarini.it
Tel: + 39 3386772711
Mail: info@palazzolucarini.it
Pagina FB: @palazzolucarini
Instagram: palazzolucarini
Tw: @PalazzoLucarini

Ufficio Stampa Mostra RP//Press
Marcella Russo e Maria Letizia Paiato
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BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI

PIERLUIGI CALIGNANO Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, frequenta nel 1995 il Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como con Visiting Professor Joseph Kosuth. Dal 2007 al 2016 vive e lavora tra l’Italia e gli USA, dove prende parte a programmi quali ISCP, New York; I-Park Residency Program, East Haddam, Connecticut; Art Omi International Artist’s Residency, Ghent, NY e, nel 2016, realizza un’opera pubblica permanente al Parkside Community Complex PISIS 437K di Brooklyn, New York. Ha esposto in personali e collettive in spazi quali DAFNA Gallery, Napoli; Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi; O’, Milano; LWZ Projekte, Vienna (AT); MARS, Milano; MAGA, Gallarate; Centre Culturel Français di Milano; Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano; Carbone.to, Torino; Salvatore+Caroline Ala, Milano; Groninger Museum, Groningen (NL); Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a Mare; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano; Wäscherei Kunstverein, Zürigo (CH); Palazzo della Triennale, Milano; Spazio Oberdan, Milano; Röda Sten Museum, Göteborg (IE); Tirana Biannale, Tirana (AL), Viafarini, Milano, Assab One, Milano. Il suo lavoro è stato recensito su Artforum, Flash Art, Exibart, Arte e Critica, Segno, Tema Celeste. Insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. I suoi lavori nascono dal calcolo e dalla strutturazione di forme geometriche con qualità puramente funzionali che includono lo spazio come condizione stessa dell’opera, con pari funzionalità sintattiche e semantiche.

FABIO GIORNI ALBERTI Fabio Giorgi Alberti vive a Bevagna, in Umbria. Usa il film digitale e analogico, parole, scultura e installazione per indagare il linguaggio e il rapporto dell’individuo con la realtà. Il suo lavoro ruota intorno all’idea di doppio, alla fisicità dello spazio e alle relazioni che l’opera crea tra lo spettatore e l’artista. Condivide lo studio con Adelaide Cioni, lo hanno chiamato Franca, ospitano progetti, mostre, laboratori. Tra le sue mostre recenti, ricordiamo: The expanded body, a cura di Angelica Gatto e Simone Zacchini, Unosunove, Roma; Piccolo calcolo approssimativo di sostanza, a cura di Postex, GAM, Roma; Carta Coreana – Hanji, a cura di Claudio Libero Pisano, Roma; Civetta, Spazio Mensa, Roma; The Feuilleton: I will bear witness, Piggy-backing-from the Edicola, a cura di Jo Melvin, Spoleto (Pg) e MACRO (Roma); Senza meno due, a cura di Marktstudio, Il Perimetro dell’arte, Bologna; Buco nero, Come Alone, Atene; Clouds and steel, Una vetrina, a cura di Marta Silvi, Roma; Language games, a cura di Jo Melvin, Cannara (Pg). Ha esposto in spazi istituzionale e non profit sia in Italia che all’estero. 

GIAN MARIA MARCACCINI Gian Maria Marcaccini (Camerino-MC, 1970) è artista, designer e co-fondatore di Post Ex (artist-run space a Roma) e del gruppo storico di ‘Via Fiuggi’ a Milano. Si è formato al D.A.M.S. e all’A.B.A. di Bologna, all’A.B.A. di Brera a Milano, al Barnett College a Londra, alla Fondazione A. Ratti per l’Arte Contemporanea a Como. È stato allievo di A. Garutti e J. Kosuth e di critici, storici d’arte, curatori e semiologi quali G. Di Pietrantonio, R. Barilli, A. Vettese e O. Calabrese. Ha partecipato a progetti curati o supervisionati, tra i tanti, da: M. Mininni per Materia Nova, Galleria d’Arte Moderna di Roma; G. Armogida per La comunità inoperosa, Palazzo Ducale di Tagliacozzo; I. Goglia per ‘/pos•tàc•cio/’, Roma; G. Ferracci e Caffè Internazionale per Counter/Production, The Independent del MAXXI, Roma; F. Tedeschi per Homo Ludens, Gallerie d’Italia, Milano; F. De Santi per La scultura marchigiana dal dopoguerra ad oggi, Mole Vanvitelliana, Ancona; G. Molinari per Aperto Italia, Trevi Flash Art Museum; L. Marucci per Markingegno, Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno e altre sedi; L. Cherubini per Fuori Uso, Pescara; A. Garutti e G. Di Pietrantonio per Transatlantico a ViaFarini a Milano e per Rules and Meanings alla Fondazione A.Ratti di Como. Nel tempo ha guadagnato il riconoscimento di pubblicazioni quali Flash Art, Juliet, Segnoline e Forme Uniche e di collezionisti istituzionali come Intesa Sanpaolo. Le sue opere sono oggi parte di collezioni italiane e straniere.

GIOACCHINO PONTRELLI Gioacchino Pontrelli è nato a Salerno nel 1966 e dal 1975 vive e lavora a Roma. Si diploma in Scenografia all’Accademia Di Belle Arti di Roma, iniziando poi la propria ricerca nell’ambito dell’interpretazione e rivisitazione di oggetti che definiscono la realtà attuale in cui l’artista e noi tutti viviamo. Dopo aver selezionato le immagini, spesso prese dalle riviste specializzate di interior design, Pontrelli inizia il lavoro sulla tela preparando la superficie e scegliendo i colori dando così vita alla sua opera. L’elemento umano emerge dalle figure di poltrone, sedie e tavoli che vengono inseriti sulle tele, trasformandosi in icone, in nature morte. Il mondo visto attraverso le immagini e il mondo interiore dell’incoscio si fondono sempre di più fino a diventare una sola cosa. Fra le ultime mostre personali si segnalano: 2021 Fiume Affatato, Spazio Field, Palazzo Brancaccio, Roma; 2018 Una specie di equilibrio, Istituto Italiano di Cultura di Vilnius, Galleria Pilies; Cronaca di ragazzi perbene, Museo d’Arte Contemporanea, Lissone; Non chiedere, Galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma; 2017 Gioacchino Pontrelli, Bernard Chauchet Contemporary Art, London; 2016 Bedrooms, Museo Macro Roma. Fra le ultime collettive si segnalano: 2021 Carta Coreana – Hanji, Museo Carlo Bilotti, Roma; De prospectiva pingendi, Palazzo del Popolo, Palazzo del Vignola, Todi; 2016 Dehors, a cura di Claudio Libero Pisano, Cattedrale di Atri, Teramo.

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TRANSLATE LIKE A KNIFE di PANAYIOTIS ANDREOU
prima mostra della serie  “Boys don’t cry” 
progetto collaterale di “Palazzo Lucarini Contemporary”
in collaborazione con Accademia di Belle Arti P. Vannucci di Perugia 
a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio
Cappella di Palazzo Lucarini

BIOGRAFIA PANAYIOTIS ANDREOU Panayiotis Andreou (1997, Nicosia, Cipro) Lavora e vive tra Cipro e Italia. Nel 2020 si diploma in “Arti Visive e Discipline dello Spettacolo” con indirizzo Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e nel 2021 prosegue con indirizzo Scultura, presso nella stessa Accademia. Fra le ultime mostre personali si segnalano: 2019 “FOS-ΦΩΣ”, Spazio Ulisse, Chiusi (IT) e fra le ultime collettive: 2021 Seeking Roots, NiMAC, Nicosia (CY); 2019 Thresholds of Life, Almyra Hotel, organizzato dal “Kimonos Art Center” e Fondazione “Cittadellarte” di M. Pistoletto, Paphos (CY); “Premio Nazionale delle Arti”, Pinacoteca Albertina, Torino (IT); Libro d’Artista, Palazzo Trinci, Foligno (IT); Auralevisuale-incipt, Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda, Perugia (IT). Nel 2020 è vincitore del Secondo Premio di incisione per il “Telemachos Kanthos Art Awards 2020”, organizzato dalla Fondazione Telemachos Kanthos e dall’Università di Cipro. Alcune delle sue opere appartengono alla Galleria Statale delle Collezioni d’arte Contemporanea di Cipro e sono presenti in collezione privata in Grecia.

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